Venezia come non mai.

Capita, una volta ogni 10 giorni, che mi devo recare a Venezia al lavoro per seguire la parte amministrativa dell’Hotel dove lavoro e proprio ieri, con un po’ di magone, ho girato per le calli, campielli e canali che devo percorrere durante il tragitto.

Ogni passo era come una nuova scoperta. Venezia città deserta e silenziosa come mai prima in questi tempi di Coronavirus; conseguenza delle misure di distanziamento sociale adottate dal governo in tutta Italia per contenere la diffusione del contagio. Nei giorni scorsi, anche lo storico mercato di Rialto è stato transennato e sorvegliato, in ottemperanza all’ultimo provvedimento della Regione, che impone distanziamento e uso di guanti e mascherine nelle vendite all’aperto oltre che, in generale, in tutti gli esercizi commerciali.

Beh, qualche rumore che rompe il silenzio di una Venezia praticamente deserta si sente, quando ci si ferma ad ascoltare: per esempio le imbarcazioni di servizio che solcano il canal Grande o i canali della città, oppure lo sbattere delle gondole (ormeggiate e rimaste inutilizzate da quando la Regione – così come tutta Italia – è andata in lockdown) quando urtano le bricole o altalenano sull’acqua. Lungo il percorso Piazzale Roma alla Lista vecia dei Bari, dove solitamente si accalcano migliaia di persone, non c’è anima viva. Ma ascolto ancora.

Anche il traffico veneziano è inevitabilmente diminuito dopo lo stop ad ogni tipo di attività. Meno scarichi e meno inquinamento hanno reso le acque della laguna più trasparenti e limpide. I fondali sono tornati ad essere perfettamente visibili, a differenza di quanto accadeva solitamente nelle giornate di punta. Nel frattempo, agenti della polizia locale che controllano le bancarelle chiuse, volontari della Protezione civile che forniscono informazioni e distribuiscono mascherine e guanti monouso ormai obbligatori negli esercizi commerciali e nelle vendite all’aperto. Anche una medusa si aggira indisturbata tra le acque limpide dei canali e sul riflesso del’acqua, gli splendidi palazzi veneziani.
Anche in silenzio, la città ci dice tantissime cose, basta ascoltarle.

Renato Trincanato
La vita...è un viaggio. Dunque, viaggiate! Chi sono io? Prima di tutto sono fin troppo razionale...l'istinto lo uso molto poco e prima di fare delle scelte devo pensare parecchio. Sono molto realista, non mi creo illusioni, non spero in cose su cui non c'è più speranza. Accetto la realtà,ma spesso non la condivido. Sono anche romantico sotto un certo punto di vista. Sono permaloso (nei limiti): una battuta a cavolo nel momento sbagliato sul mio carattere, sul mio abbigliamento o su qualsiasi altra cosa può essere fatale per la mia ira... Sono nervoso perennemente, credo...mi preoccupo per mille persone e prima di qualche prova importante sono sempre in tensione. Sono anche molto altruista, se un amico/a ha bisogno di sfogarsi io ci sono in qualsiasi momento, garantito. Sono io.
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