Villa Barbariga, una sorpresa

Seduto sulla riva del Brenta guardo il lento e pigro fluire delle acque che piano piano scorrono verso Venezia e penso a quanto l’uomo nei secoli ha combattuto per domarle fino ad ottenere un fiume fatto di curve che si snodano e si susseguono di continuo come un lungo serpentone. Anse sinuose che nel passato venivano solcate da molti barconi carichi di merci che scendevano e risalivano la corrente spinti dai remi e dalle forze dei barcaioli. Ora il Brenta è disertato dal traffico delle imbarcazioni, rimane solo il Burchiello che dal ‘600 ad oggi continua a portare a spasso i turisti che con occhi spalancati e la testa che gira velocemente a destra e sinistra rimangono stupiti osservando le sponde disseminate di ville, opere d’arte e splendidi giardini! Tanto è poco battuta la via fluviale quanto affollata di auto, autobus e camion risulta invece la strada che costeggia il naviglio per quasi tutta la sua lunghezza, attraversando centri urbani come Mira, Dolo, Fiesso d’ Artico, Stra’ fino a Padova.

Proprio a Stra, dove tutte le attenzioni dei viaggiatori sono spesso rivolte alla famosa imponente e bellissima Villa Pisani la nazionale, su consiglio di un’ amica ho deciso di inoltrarmi per via Barbariga, che tutti chiamano “la bassa”, una strada secondaria parallela alla via principale che costeggia la sponda opposta del fiume. E’ qui che la mia attenzione viene attirata da una splendida dimora, Villa Pisani Barbariga, anche detta semplicemente La Barbariga,  che in passato veniva anche chiamata con l’ appellativo di “la villa che ride sotto il sole” e che da il nome alla strada dove si trova. Alcune sue peculiarità mi hanno colpito rispetto ad altre ville storiche: questa si sviluppa molto in lunghezza, con un corpo centrale in stile barocco e due lunghe ali simmetriche ai lati che le conferiscono un riconoscibile e particolare profilo molto allungato che sembra quasi seguire la conformazione del Brenta; altro particolare è che a differenza di molte altre ville, la facciata de La Barbariga rivolta verso il fiume è piuttosto spoglia mentre quella interna risulta molto più elegante con bellissimi curati e ampi porticati e anche l’interno è molto ben conservato e vanta pregevoli stucchi e dipinti che raffigurano cineserie e scene di vita quotidiana.

Le particolarità non finiscono qui, sembra infatti che in passato questa villa fosse l’ unica della Riviera nella quale si praticava la caccia alla lepre, grazie anche all’immenso parco che circondava la tenuta. Si dice che le battute di caccia durassero anche più giorni e vi partecipassero molti aristocratici e nobili provenienti da tutto il Veneto e che le stesse terminassero con immensi banchetti e sfarzose feste. Ancora oggi a testimonianza di ciò si possono notare diverse statue disseminate intorno all’abitazione nobiliare che rappresentano nobili e cacciatori intenti in questa pratica molto amata all’epoca. Ora dell’ immenso parco non rimane molto, in gran parte sostituito dalla moderna urbanizzazione.

Degno di nota è pero’ lo spettacolare giardino all’ inglese che si estende davanti alla facciata principale e considerato uno dei più belli della Riviera del Brenta, tanto che sembra che l’ appellativo di “villa che ride sotto il sole”  sia dovuto alla straordinaria bellezza di quest’ultimo nel pieno della fioritura.

Il giardino fu fatto costruire dalla proprietaria Chiara Pisani, bella donna dal temperamento vivace e allegro che però dopo la prematura morte del figlio Alvise in seguito a gravi ustioni, si era ritirata a una vita  solitaria, votata alla beneficenza e alle opere di carità. Lo stesso  giardino  venne commissionato dalla nobildonna per dare lavoro ai tanti braccianti e contadini della zona bisognosi di lavoro, tutt’ora esso mantiene la sua bellezza e ospita alberi secolari con bellissimi sentieri che si snodano nel verde dove ci si puo perdere tra piante rigogliose, splendidi fiori e piccoli laghetti.

Faceva parte del parco una meravigliosa torre con orologio, elemento che di rado si trova  in altre dimore. Ora una strada  separa dal resto della proprietà questa struttura, che  purtroppo porta i segni del tempo e del degrado  che rischiano di comprometterla se non vi sara’ un intervento con una adeguata ristrutturazione.

Non lontano dalla casa padronale si trova una piccola chiesetta . La leggenda vuole che al suo interno si trovi una reliquia, venduta o donata da un crociato che avrebbe incorniciato un filo di paglia raccolto nella stalla dove era nato Gesu’. Si racconta che in passato il pavimento della chiesa fosse coperto di candele messe dai fedeli e stranamente piegate verso l’altare, dopo aver pregato e acceso una candela la stessa si piegherebbe verso il quadro fino a spegnersi completamente.

Villa Barbariga è stata un autentica scoperta: adagiata sulla riva della Riviera, affacciata sulla strada meno nota, fuori dagli itinerari turistici, è un gioiello nascosto nel verde di un prezioso giardino. E come a volte accade, le opere d’ arte si celano dietro ad angoli che pensavamo di conoscere bene e che invece ci regalano sempre nuove affascinanti scoperte.

Cristian Gastaldo
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