Villa Bon a Mira, altro gioiello della Riviera del Brenta.

Ciao e bentrovati amici lettori, era da un po’ che non facevo articoli sulle nostre meravigliose ville rivierasche. Mi sono svegliato prestissimo (come ogni mattina ormai…sarà mica l’età???) e ho deciso di parlarvi di Villa Bon, villa che ho avuto modo di vedere e ammirare in tutto il suo splendore.
Prima di parlare di Villa Bon, scopriamo la definizione di “Villa” e la derivata parola “villeggiatura”. Verso la metà del cinquecento il Senato della Serenissima decise di liberalizzare gli investimenti dei Patrizi Veneti togliendo il vincolo secolare di esclusività del commercio. Da quel momento molte Famiglie decisero di investire le grandi ricchezze accumulate nei commerci con l’Oriente anche nella realizzazione di imprese agricole da amministrare direttamente.
Nasceva così la villa veneta, una tipologia abitativa e produttiva assolutamente originale perché rispondeva nello stesso momento ad esigenze estetiche e funzionali. Essa recepiva alcuni caratteri morfologici e strutturali di derivazione romana imperiale (Villa dei Vescovi a Luvigliano del Fattoretto e Villa Garzoni-Carraretto a Pontecasale del Sansovino) poi rivisitati sommamente in special modo dal Palladio.
Se la villa, quindi, fatto senza precedenti, assumeva forme di tempio classico, non dobbiamo tuttavia dimenticare che nell’età dell’umanesimo il tempio non aveva tanto un significato religioso, quanto piuttosto la funzione di marcare una differenza culturale: i segni della classicità riassumevano un intero sistema di valori antropologici, etici ed estetici, basati sul sapere ereditato dai greci e dai romani e riscoperti dagli umanisti.
Ed ecco allora sorgere, accanto al corpo centrale destinato all’abitazione del signore, le tipiche barchesse, le stalle, le colombare, le abitazioni per i coloni così come accanto ai giardini, alle loro elaborate geometrie ed alle piante rare il brolo ed il frutteto.
Nell’arco di tre secoli varie centinaia di ville furono edificate nella campagna dell’entroterra Veneto e lungo i principali corsi d’acqua, ma la nuova concezione socio economica testimoniata dalla villa veneta si diffuse ovunque, arrivando anche molto lontano e perfino nel Nuovo Mondo, nelle grandi piantagioni del Sud degli Stati Uniti d’America (continua… www.villabon.it)
  

VILLA BON

Posta sulla Riva destra del naviglio Brenta, a mezzavia tra la Serenissima e Padova, questo edificio di pianta cinquecentesca presenta due facciate, ambedue fruibili con rimandi reciproci.
A costo di infrangere la consuetudine che voleva la facciata principale rivolta al fiume fu scelto di offrire all’ampio giardino il lato più importante della casa ciò nonostante quella lungo il corso d’acqua è marcata da lesene bugnate che ricompaiono al piano terreno della facciata che volge sul parco ed adornate con timpani triangolari di coronamento adottati su entrambe i prospetti.


L’aggiunta dell’ala a mezzogiorno è frutto di un restauro ottocentesco.
All’interno, sulle pareti del corridoio che si allunga sulla destra del salone d`ingresso sono conservate delle figurazioni in chiaroscuro di grigio rappresenntanti le quattro stagioni, attribuite al Gian Domenico Tiepolo (Venezia 1727 – 1804) per impianto, gusto e segno (Fiocco, 1968) fatto risalire alla coincidente presenza presso Villa Contarini dei Leoni del Gian Battista Tiepolo. Altri studiosi, come il Prof. Tiozzo ritengono essere opera del padovano Costantino Cedini (1741-1811) autore degli affreschi che decorano l’interno della chiesa di Noventa Padovana (Pd).
Di stile neoclassico sono invece le mezzelune e i sopraporta con “Amorini” a chiaroscuro attribuite a Giovanni Carlo Bevilaqua (1775-1849) ed un marmo imponente ad adornare una scala a doppie rampe che conducono al primo piano.
Tutte le stanze, impreziosite con stucchi e policromi e pitture di marmorino, rispettano la classica disposizione del palazzo veneziano con salone centrale e quattro vani simmetricamente disposti due per lato.
Splendida la cucina che conserva l’impianto originario con una grande stanza percorsa nella sua lunghezza da un tavolo da lavoro, un ampio focolare e separati il secchiaio e la stanza adibita a dispensa.
l centro dell’ala dedicata ad adiacenze trova spazio la stalla per i cavalli contraddistinta da un alto portale che consentiva l’ingresso in sella e la stalla con mangiatoia in marmo.
Il parco d’impronta romantica della estensione di circa un ettaro, delimitato a nord dal naviglio ed a sud dalla Seriola, si ritiene sia di fondazione ottocentesca anche se si può evidenziare la presenza di piante pluri centenarie tra le quali una “Cicas Revoluta” di oltre centocinquanta anni.
Il parco naturalistico è percorso da vialetti in ghiaino e terra battuta contornati da bordure di convallaria (Ophiapogan japonicus) e da collinette che rendono armonica e magica l’atmosfera.
Ad ovest si trovano il vigneto di pianta rettangolare e l’orto per la coltivazione di fiori e vegetali nel quale è calcolata la limonera, un edificio adibito a serra utilizzato per il ricovero invernale delle piante di limone che decorano il parco nel periodo estivo. Una porzione della limonera è separata dal locale più vasto e con l’ausilio di una stufa posizionata a centro stanza è adibita a serra calda per le piante di origine tropicale.
Da inizi del 1900 appartiene alla medesima famiglia.

Renato Trincanato
La vita...è un viaggio. Dunque, viaggiate! Chi sono io? Prima di tutto sono fin troppo razionale...l'istinto lo uso molto poco e prima di fare delle scelte devo pensare parecchio. Sono molto realista, non mi creo illusioni, non spero in cose su cui non c'è più speranza. Accetto la realtà,ma spesso non la condivido. Sono anche romantico sotto un certo punto di vista. Sono permaloso (nei limiti): una battuta a cavolo nel momento sbagliato sul mio carattere, sul mio abbigliamento o su qualsiasi altra cosa può essere fatale per la mia ira... Sono nervoso perennemente, credo...mi preoccupo per mille persone e prima di qualche prova importante sono sempre in tensione. Sono anche molto altruista, se un amico/a ha bisogno di sfogarsi io ci sono in qualsiasi momento, garantito. Sono io.
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